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Rooftop agricolture: l’agricoltura urbana del III millennio sfida i nuovi deserti alimentari

4 marzo 2014 | categoria: News, Press room | autore: Studio Rigolli |

Le nuove sfide del verde urbano per il III millennio – 2

L’United States Department of Agriculture (USDA) definisce come “deserti alimentari” le aree urbane che non dispongono di supermercati o mall di generi alimentari nel raggio di un miglio. Le statistiche USDA hanno rivelato che, all’interno degli Stati Uniti continentali, oltre 11 milioni di americani vivono in deserti alimentari urbani.

Negli ultimi anni stiamo assistendo alla diffusione globale di iniziative che ripropongono il tema della “coltivazione agricola” in ambito urbano quale elemento di sviluppo e coesione sociale. Siano, queste, iniziative nate a scopo educativo oppure ricreativo, esse stanno volgendo verso un vero e proprio modello non convenzionale della produzione di cibo.

L’agricoltura urbana del III millennio si può considerare, a pieno titolo, un nuovo ingranaggio nel vasto sistema alimentare urbano. Ciascun modello di coltivazione che si va proponendo nei vari contesti insediativi, dalle metropoli alle favelas, mostra una inarrestabile tendenza verso la riappropriazione di spazi e ambienti che la città contemporanea sembrava aver riservato ad altri scopi, ovvero dimenticato di attribuire ad essi un ruolo compiuto. L’agricoltura urbana tende in questo modo a colmare molteplici lacune socio-economiche, fornendo così situazioni praticabili da tutti i ceti sociali, con un accesso equo a cibo fresco e nutriente.

Numerosi agronomi, urbanisti e movimenti di opinione sostengono la tesi che promuovere sistematicamente l’agricoltura urbana, come mezzo per aumentare l’accesso al cibo nelle città, possa rappresentare un modello etico di sviluppo urbano da perseguire.

Naturalmente la risposta reale ai sistemi alimentari urbani sostenibili e resilienti consiste nella diversificazione dei modelli di produzione: in particolare, nelle città, il fenomeno che contraddistingue maggiormente la natura innovativa dei processi di agricoltura urbana contemporanea è la produzione agricola sui fabbricati. Conosciuta come ‘rooftop agriculture’, l’agricoltura sul tetto è la pratica della coltivazione di piante, animali e funghi sui tetti a scopo alimentare. A tali produzioni, nate in genere per l’autoconsumo o la rivendita a livello locale, si sono affiancate esperienze di produzione su larga scala, ancora in fase di sviluppo e oggetto di sperimentazione, conosciute anche come ‘commercial rooftop greenhouse’.

La ‘rooftop agriculture’ lavora di concerto con i giardini di comunità, i mercati degli agricoltori, i negozi alimentari e, naturalmente, l’agricoltura rurale peri-urbana: appare quindi come un potente strumento per la sua capacità di valorizzare la diversità, e perciò la capacità di offrire mercati informali alternativi e decentralizzati, nel contesto del più ampio sistema alimentare urbano.

Si può inoltre affermare che molti benefici associati con la ‘rooftop agriculture’ si sovrappongono a quelli della realizzazione dei tetti verdi tradizionali, assumendo quindi il ruolo unico di prendere due piccioni con una fava, se si vuole, favorendo anche l’economia locale attraverso la creazione di posti di lavoro, e, spesso, occasioni per la formazione e l’avviamento professionale. Tali investimenti potrebbero inoltre essere particolarmente attraenti per giovani professionisti che aspirano a lavorare in un ambiente ‘rurale’, ma non a scapito di uno stile di vita urbano.

© Studio Rigolli

   

 

Progetto di un centro di aggregazione per giovani e anziani con produzione orticole fuori suolo; Italia(arch.D.Feltrin,dott.agr.R.Rigolli)

Progetto di un centro di aggregazione per giovani e anziani con produzione orticole fuori suolo; Italia(arch.D.Feltrin,dott.agr.R.Rigolli)

 

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